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NOASnews: la vergine rosso e nero

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Venerdì 6 ottobre all'alba, un'ora e mezza prima dell'arrivo del disco solare, Venere e Marte sono a meno di 0,4 gradi l'una dall'altro. Venere è l'astro più luminoso della coppia ed è a poco più di 5 gradi sopra l'orizzonte est. Marte 200 volte meno brillante attualmente di Venere, è ad un "pelo" dal pianeta. Questo rendez-vous tra i due pianeti ci fornisce l'occasione di riparlare dei popoli della "Cultura del Cavallo".
Degli Skidi Pawnee abbiamo già detto di quanto l' astronomia pregnasse i loro miti. Marte era la Stella rossa del Mattino, principale deità, Venere era la Stella della Sera. A Marte era legato un rito cruento che prendeva le mosse proprio in questa stagione. In autunno, in certe occasioni, un guerriero poteva sognare o avere una visione mistica della stella. In questa manifestazione, il dio Stella Rossa del Mattino ordinava al guerriero di rapire una vergine da un villaggio nemico. All'ordine del dio il guerriero non poteva sottrarsi per cui, raggiunta la meta, rapiva la ragazza e la conduceva prigioniera presso la sua tribù. Trattata con il massimo riguardo, perchè destinata al dio, veniva condotta ad assistere alla caccia del bisonte. Al termine, iniziavano i preparativi per il sacrificio della prigioniera. Nel giorno fatidico  della cerimonia del sacrificio, la ragazza veniva dipinta con due colori diversi, il rosso e il nero. Il fianco destro di rosso in onore di Marte, il sinistro di nero in onore della notte scura e della Stella della Sera. Poi veniva vestita con una gonna di pelle di vitello, da una blusa, da una veste di pelle di bufalo e le facevano calzare mocassini neri, mentre sui capelli gli veniva posta una bella penna. Quest'abito era stato gelosamente conservato entro un fagotto che gli Skidi ritenevano essere di proprietà della Stella Rossa del Mattino. Dopo una cerimonia che durava ben quattro giorni, la ragazza era posta su di un palco legata strettamente ad un palo, mentre i presenti cantavano inneggiando al dio. A quel punto, lo stesso guerriero che l'aveva rapita, con una freccia e una lancia le trafiggeva il cuore. Il sangue della poveretta veniva fatto cadere sulla testa di un bisonte ucciso e posto sotto la piattaforma. Dopodichè i resti dell'animale venivano bruciati e il popolo iniziava grandi feste perchè il desiderio del dio era stato appagato. La macabra cerimonia era unica nel suo genere in tutto l'ovest americano, ed è probabile che derivi dai numerosi sacrifici umani che venivano praticati nella Mesoamerica precolombiana, prima della conquista spagnola.
A questa macraba usanza pose fine un capo pawnee, Petalcaharo, ma questa è un'altra storia. (171006)


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