NOASnews: nel grembo del "Signore degli Anelli" - NOASnews2017

Vai ai contenuti

Menu principale:

NOASnews: nel grembo del "Signore degli Anelli"

NOASnews > 2017
La missione Cassini descrive orbite "petalose" intorno a Saturno ed alle sue lune dal 2004. La maggiore attenzione è stata riservata a Titano, la più grande luna di Saturno, che è stata sorvolata oltre 120 volte. Durante il passaggio del gennaio 2005, Cassini era stata di supporto alla sonda europea Huygens che, durante la discesa e appena dopo essersi posata sulla superficie sabbiosa, aveva avuto bisogno del suo aiuto per inviare i dati a casa.
Le immagini della discesa avevano rilevato un complesso sistema idrologico con delta di fiumi che sfociano in laghi. Quale liquido modella la superficie? Su Titano fa un freddo gelido a -180° e l'unica cosa che può scorrere è il metano liquido, insieme ad altri idrocarburi. Il metano è presente anche allo stato gassoso e conferisce il classico colore giallastro all'atmosfera di questo corpo celeste. Passaggi successivi hanno poi rivelato cambi stagionali sulla superficie della grande luna i cui laghi si espandono e si contraggono probabilmente a seguito di precipitazioni, di metano ovviamente, legate ai cicli stagionali. È proprio di quest'ultime settimane la scoperta dell'esistenza sulla luna di molecole di cianuro vinile che in un'ambiente ricco di metano può dare origine a membrane. Un mondo nuovo e affascinante e, ricordiamolo, il corpo più lontano sul quale si sia posato con successo un oggetto terrestre.
Ancora più spettacolari i risultati ottenuti da una ventina di fuggevoli incontri con Encelado, un satellite di algida bellezza coperto da uno spesso strato di ghiaccio che racchiude, e protegge, un vasto oceano salato. L'interazione gravitazionale con Saturno deforma la superficie ghiacciata di Encelado. Lo stress fessura il ghiaccio e causa la formazione di lunghe spaccature caratterizzate da un colore diverso rispetto al ghiaccio circostante. Dai crepacci che tagliano lungo linee parallele il polo sud del satellite sono stati visti emergere pennacchi di gas e vapore che hanno affascinato gli scienziati insieme al pubblico. Si estendono per centinaia di chilometri e riforniscono di materiale fresco l'ultimo degli anelli di Saturno, quello noto come E. Sorvolando la superficie ad un'altezza di 50 km Cassini ha attraversato le colonne di gas e le ha analizzate per capirne la composizione. I getti rappresentano una eccezionale finestra sull'oceano sottostante e ci possono dire cosa succede sotto la spessa coltre di ghiaccio. Lo spettrometro di massa di Cassini ha pesato le molecole e ha riconosciuto acqua, metano, anidride carbonica e idrogeno molecolare. È su quest'ultimo che si è focalizzata l'attenzione perchè la presenza di idrogeno molecolare punta verso le reazioni chimiche che avvengono in prossimità dei camini idrotermali dei nostri oceani. Visto che queste zone del fondo del mare, pur completamente prive di luce solare, pullulano di vita che ricava la sua energia dal calore vulcanico e dalle reazioni chimiche che avvengono tra i metalli liberati e l'acqua, è immediato immaginare che qualcosa di simile potrebbe accadere anche negli oceani di Encelado. Questo non significa che su Encelado si sia vista prova di vita sottomarina, ovviamente. Quella che si è vista è la sorgente di energia che potrebbe sostenere la vita, così come succede nel fondo dei nostri mari. Un ottimo motivo per tornare a visitare Encelado con strumenti adatti alla ricerca di vita sottomarina.
Cassini non può fare di più. Non è equipaggiato per questa ricerca ed ora, dopo 13 anni di onorato servizio la sonda ha quasi finito il carburante che è stato fondamentale per controllare la sua traettoria e farle descrivere le orbite a petalo pensate per permettere gli incontri ravvicinati con le lune di Saturno ed i suoi anelli. Da aprile con 22 passaggi si è avvicinato sempre più e nell'ultimo passaggio, il 15 settembre, si tufferà nell'atmosfera di Saturno dove verrà distrutta. Il 10 agosto scorso ha iniziato la prima delle cinque orbite finali (ogni orbita è percorsa in sei giorni e mezzo), ognuna delle quali prevede che la sonda, nel suo passaggio al punto di distanza minima, sfiori il pianeta attraversandone gli strati più esterni dell'atmosfera. A questo punto lo spettrometro di bordo raccoglie campioni diretti dei gas presenti nell'atmosfera di Saturno, misurando la densità di differenti specie di idrogeno molecolare, di elio e di altri gas e ioni presenti  nelle sue immediate vicinanze. Un ultimo regalo da parte di questa prestigiosa sonda!  
Ottimizzato per smartphone, R. Matera 2015
Torna ai contenuti | Torna al menu