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NOASnews: Sulla porta di casa

NOASnews > 2016
Nella figura sono mostrate le zone abitabili per stelle a diverse temperature, e quindi diverse dimensioni, insieme alle distanze dei pianeti scoperti da Kepler e candidati "gemelli" terrestri. Alcuni pianeti rocciosi appartenenti al Sistema solare sono mostrati per confronto.
La popolazione degli esopianeti ha superato quota 3.300, una ventina dei quali nella fascia di abitabilità delle loro stelle e con massa e dimensioni non troppe diverse dalla Terra. Per fascia di abitabilità di una stella s’intende la distanza che consente ad un pianeta, in orbita attorno ad essa, di avere acqua allo stato liquido.  Nel nostro sistema è la distanza compresa tra Venere e Marte, con la Terra in mezzo. Il telescopio spaziale Kepler, della Nasa, nel maggio scorso ha scodellato ben 1200 pianeti in un colpo solo.  Tra quelli nella fascia di abitabilità è stato individuato Kepler 452b, subito battezzato il “gemello” della Terra. È roccioso, ha una massa una volta e mezzo quella della Terra, ruota attorno alla sua stella in 380 giorni e la stessa ha 6 miliardi di anni. Insomma parecchi dati interessanti per un eventuale presenza di vita. Poco male se ha una massa maggiore: come se andassimo in giro sempre con quaranta chili in spalla. Sembra poi che abbia anche attività vulcanica, che genera ricambio di materiale in superficie. Ha un solo difetto: si trova a 1400 anni luce! Quindi dovremo aspettare la messa in opera dei nuovi telescopi (il James Webb nello spazio al posto dell’Hubble, lo E-ELT da 40 metri di diametro in Cile) per studiare l’atmosfera e sapere se c’è vita.
Un colpo di fortuna ci premia: è stato trovato un pianeta abitabile (secondo i suddetti requisiti) attorno a Proxima Centauri, una nana rossa a poco più di 4 anni luce da noi che orbita attorno alla coppia α Centauri. È la stella più vicina. E in vent’anni delle sonde potranno raggiungerla! Il multimiliardario Yuri Milner ha deciso di finanziare il programma StarShot, uno sciame di micro astronavi da inviare a quella volta. Uno sciame di sonde per assicurarsi che alcune giungano a destinazione. Anche altri si sono resi disponibili al finanziamento, valutato in dieci miliardi di dollari. Da un’idea del fisico Stephen Hawking, si tratta di realizzare delle “vele” che, sospinte da fasci laser a terra, in breve possono raggiungere un ventesimo della velocità della luce e compiere in una generazione il balzo. “Per aspera ad astra.” (160821)

Le distanze in UA (Unità Astronomiche).
1 al = 63·10³UA
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